Al Rotary di Imola abbiamo parlato di sicurezza nel cyberspazio: fra sorveglianza globale e libera determinazione della propria identità digitale

Una serata al Rotary di Imola (www.rotaryimola.org)

Abstract della relazione

Il tema della sicurezza in rete può essere affrontato da diversi angoli prospettici.

Uno di questi è quello che affronta la sicurezza nella sua accezione più filosofico-giuridica e meno tecnologica, connessa in particolare al tema della libera determinazione dell’identità personale in rete (c.d “identità digitale”) e a quello del controllo globale da parte delle autorità governative (e non).

La determinazione della persona, o meglio della sua identità digitale – della sua reputazione online, è oggi oggetto di molteplici influenze, dall’impiego dei big data, alla crescita esponenziale dell’Internet of Things, all’utilizzo sempre più ampio dei social media (facebook, twitter, instagram, etc.).

L’individuo è pertanto indotto a barattare fette sempre più importanti della propria riservatezza a fronte di servizi sempre più “indispensabilmente inutili”.

D’altro canto i governi, al fine di innalzare il livello di sicurezza nazionale, anche a fronte del rischio sempre più alto di attacchi terroristici, sono portati ad estendere i controlli a distanza sulle comunicazioni e sui dati generati online, al di là di ogni bilanciamento (cfr. caso “Snowden”), con la conseguenza di accedere a informazioni sempre più consistenti e riservate di ciascun individuo.

Ecco dunque che se da un lato l’individuo è oggetto di serrati controlli a distanza, dall’altro lato è esso stesso attore della propria “esibizione pubblica”, con l’effetto ultimo che lo stesso finisce per trovarsi in una sorta di dimensione “del pesce rosso” (cit. Rodotà).

Dal Bollettino del Rotary di Imola

Volenti o nolenti, siamo “cittadini” dello “cyberspazio”, un “territorio virtuale” delineato dall’elettronica e dallo spettro elettromagnetico, utilizzato per scambiare e acquisire informazioni attraverso le reti informatiche e le loro infrastrutture fisiche. L’Avv. Martoni, Dottore di ricerca in Informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie e Professore a contratto di Informatica giuridica presso la Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Bologna, ci ha con semplicità ma altrettanta efficacia eruditi su cosa possiamo incontrare camminando su questo insidiosissimo terreno, ove lasciamo in continuazione “impronte” destinate a rimanere nel tempo (il “diritto all’oblio”, in rete, di fatto è molto difficilmente tutelabile, e la cronaca recente lo dimostra), impronte che parlano dei nostri gusti, delle nostre abitudini, delle nostre inclinazioni, risorsa preziosissima ad esempio per chi, raccogliendo e analizzando attraverso algoritmi questi dati, cerca poi – in modo silente – di orientare i nostri consumi, le nostre scelte, ma non solo. Un mondo “non fisico” ma in un certo senso tutt’altro che “virtuale”, poiché quotidianamente si incrocia col nostro vissuto reale, interagendo col quale occorre essere prudentissimi, avendo cura soprattutto di proteggere i minori e le fasce deboli e più esposte della popolazione dalle insidie che lo contraddistinguono. I numerosi interventi succedutisi alla relazione hanno dimostrano il gradimento e l’interesse per il tema, attualissimo e destinato a continui e nuovi approfondimenti.

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